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Manuale di istruzioni per fare Personal branding

Comunicare se stessi tramite una continua rincorsa ai contenuti: l’analisi del fumettista e scrittore Emanuele Rosso

 

“Prendersi e lasciarsi. Personal branding per creativi ed editori indipendenti” è il titolo della interessante talk svoltasi sabato 3 febbraio 2018 in occasione della 6ª edizione del Fruit Exhibition. A parlare è Emanuele Rosso, fumettista, scrittore e operatore culturale, che porta in sala Re Enzo un’analisi, condita da esempi ed esperienze personali, di ciò che è importante tenere presente per una comunicazione efficace, venendo quindi incontro ad uno dei problemi più grandi per un “creativo” di ogni tipo, sapersi promuovere.

La formula magica per la viralità? Emanuele è sincero e subito molto chiaro, non esiste. Questo però non deve impedire di migliorarsi.
L’incontro, in un primo momento concentra la propria attenzione su Internet, sul suo linguaggio e su tutto ciò che lo circonda, social in primis, sul fatto di vedere il proprio sito web come la propria casa, facilmente fruibile da qualunque visitatore e in un qualunque momento; tutto ciò seguendo sempre una strategia ben definita. Bisogna, quindi, sapere cosa si vuole trasmettere, a chi e in che modo; anche se – come sostiene Emanuele – la pianificazione arriva fino ad un certo punto perché l’istinto rimane una componente fondamentale.
Numerosi sono stati gli esempi di successo portati, come BAO Publishing, casa editrice del fumetto italiano, che è riuscita ad imporsi tramite una comunicazione calda e personale, raccontando il “dietro le quinte” dei propri lavori e dando l’immagine di editore non come entità astratta, ma facendo sentire il lettore come parte attiva di una storia.
Un altro caso citato è quello di Roberto Recchioni, fumettista che ha fatto delle sue controverse opinioni una firma personale nonché un vero e proprio personaggio, in grado di attirare visitatori sui suoi profili, stimolando un continuo scambio culturale.
Tante e differenti realtà, ma tutte accomunate da una “rete” ed è il punto che Emanuele ha voluto sottolineare: creare una comunità dove ogni utente possa sentirsi parte attiva, saperlo coinvolgere e farlo sentire parte di una realtà unica e non come un visitatore disincantato.

Attualmente Internet viene visto come panacea di tutti i mali, ma per una buona promozione di se stessi non basta, conta molto anche ciò che si fa offline e che diventa fondamentale per costruire un’efficace immagine coordinata (biglietti da visita, curriculum, ecc.).
Un’altra possibilità, forse più rapida, è quella di trasformare un prodotto artistico in qualcosa di subito assorbibile da parte del pubblico. Rosso porta l’esempio della pagina Facebook “Baffo”, che è riuscita a crearsi una notevole base di followers tramite l’illustrazione di situazioni quotidiane nelle quali qualunque utente si può rispecchiare ed attraverso il riconoscimento di meriti altrui.
Per un fumettista però, il successo online è una strada molto pericolosa: la fruibilità di un fumetto non potrà mai essere al passo dei social. Il rischio è quindi quello di minimizzare e svilire il prodotto artistico, trasformandolo magari in un “meme” che non lasci nulla di profondo e duraturo. “L’ideale – dice Emanuele – sarebbe creare qualcosa di immediatamente fruibile che porti il lettore a qualcosa con più contenuto”.

Studiare il proprio contesto, cosa si vuole fare, cosa si vuole comunicare, a chi e in che modo, il tutto accompagnato da contenuti. La comunicazione fine a se stessa, senza contenuti solidi alle spalle, è destinata a morire. Questo è quello che al termine dell’incontro, durato poco più di un’ora, Emanuele Rosso cerca di riassumere ai presenti in sala come “eterogenesi della fine” insieme ad un semplice, ma mai banale, consiglio: mettersi in gioco ed essere sempre coerenti.

Martina Muzzi e Matteo Mascarello

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Categoria:News
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