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In sala Re Enzo “La metamorfosi” di Kim Berly

In uno spettacolo la rappresentazione della trasformazione transgender

Il binomio tra arte e corpo è antichissimo, tuttavia, Kim Berly, mette in mostra non solo il suo corpo ma anche la metamorfosi dolorosa che le persone transgender affrontano per trovare quello che realmente gli appartiene.
Nella serata di venerdì 2 febbraio, durante il Fruit Exhibition, si è assistito ad uno spettacolo disturbante, che ha immedesimato lo spettatore in un percorso di trasformazione psicofisica e condotto alla riflessione di ciò che comporta vivere in un corpo che non è sentito come il proprio. La ricerca del “vero se stesso”, come cita Bauman.
Kim, vestito da donna ed indossando una maschera, ha eseguito una performance atipica, per metà dietro ad una console esibendosi come dj e per metà danzando in mezzo al pubblico sgomento. Nel grande schermo di sfondo il susseguirsi di immagini pornografiche e gore (video splatter ndr), operazioni chirurgiche alle parti androgene ed atti sessuali espliciti. Il culmine di tensione è stato raggiunto quando l’artista, con un misto tra aggressività e arroganza, ha spinto il pubblico in pista o inveito contro con gesti e parole citate dalla musica di sottofondo.
Un continuo crescendo, finché, tra lo stupore di tutti, ha rimosso la maschera e iniziato una sorta di ballo tormentato accompagnato da immagini di rimozione dei genitali maschili e scritte di odio e frustrazione.
Sul finale la metamorfosi compiuta ha lasciato spazio al silenzio.

Paola Scalise

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Categoria:News
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